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Pensioni sotto pressione: perché l’Occidente deve lavorare più a lungo
Fonti esaminate il 4 novembre 2026. Francia: COR, giugno 2026. Confronto tra Paesi: OCSE 2025 / Ageing Report 2024. Dati storici e proiezioni sono indicati separatamente. Commento economico; le proiezioni sono condizionate.
In molti Paesi occidentali, aumentare gradualmente l’età pensionabile può aiutare a proteggere le prestazioni e limitare l’onere sulle generazioni più giovani. Il motivo è semplice: il numero degli anziani cresce rispetto alla popolazione in età lavorativa.
1. Perché lavorare più a lungo?
Secondo l’OCSE, nel 2025 ci sono in media 33 persone di almeno 65 anni ogni 100 persone tra i 20 e i 64 anni. Entro il 2050 si prevede che questo valore raggiunga 52. Il confronto riguarda fasce d’età, non pensionati e lavoratori. Nei sistemi che finanziano le pensioni correnti attraverso contributi e imposte, questo cambiamento rende i conti sempre più difficili. OCSE
Il pensionamento più tardivo solitamente allunga il periodo contributivo e accorcia quello di erogazione delle prestazioni. Può anche aumentare produzione e gettito fiscale. I risparmi non sono però automatici: dipendono dall’occupazione degli anziani e dalle regole di calcolo delle pensioni. Le alternative comprendono imposte più alte, maggiore indebitamento o prestazioni che crescono più lentamente dei salari.
2. Francia: il conto delle pensioni
La Francia mostra quanto un simile cambiamento possa essere politicamente difficile. La riforma del 2023 prevedeva l’aumento dell’età minima di pensionamento da 62 a 64 anni. La sua attuazione è stata in parte sospesa; secondo la legislazione vigente, i 64 anni si applicano alle persone nate dal 1969 in poi. Restano eccezioni che consentono il pensionamento anticipato. Service Public
Il sistema pensionistico francese è costato circa 422 miliardi di EUR nel 2025: il 14,1% del PIL e quasi un quarto di tutta la spesa pubblica. Il PIL misura il valore della produzione dell’economia. L’ultimo scenario di riferimento del COR colloca la spesa al 14,2% del PIL nel 2045 e al 15,3% nel 2070, con un aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al 2025. COR 2026
Per illustrarne l’entità, alle dimensioni dell’economia francese del 2025, un ulteriore 1,2% del PIL equivarrebbe a circa 36 miliardi di EUR l’anno. È un nostro calcolo, non una previsione della spesa nominale nel 2070. Lo scenario COR incorpora già, ed è essenziale tenerne conto, un pensionamento più tardivo e pensioni medie che crescono più lentamente dei salari. COR 2026
3. Come potrebbe cambiare la spesa altrove?
Il confronto OCSE prevede aumenti della spesa particolarmente ampi entro il 2050 in Spagna e Belgio, un aumento minore in Germania e una diminuzione in Danimarca. L’invecchiamento non implica quindi lo stesso esito ovunque: contano l’impostazione dei sistemi pensionistici e le riforme adottate. Il grafico riguarda le pensioni ed esclude sanità e assistenza di lungo periodo. OCSE, tabella 8.4
4. La riforma richiede regole eque
L’età pensionabile dovrebbe salire gradualmente, con ampio preavviso. Devono accompagnarla opportunità di trovare e mantenere un lavoro dopo i 60 anni, orari flessibili e protezioni per chi ha problemi di salute o svolge mansioni fisicamente pesanti. L’OCSE sottolinea condizioni lavorative sane e formazione continua per i lavoratori anziani. OCSE Employment Outlook 2025 Anche una maggiore occupazione, una maggiore produttività e politiche migratorie ben progettate possono attenuare la pressione. Cambiare soltanto un numero nella legge non basta.
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Gli articoli riflettono le opinioni personali dell’autore alla data di pubblicazione. Non costituiscono raccomandazioni d’investimento.